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“CAMPIONI SENZA CIRCOLI”

di Paride Masacci

A chi piace il gusto del paradosso, la situazione degli scacchi a Cesena non mancherà di suscitare un certo interesse.
     Un tempo, si parla ormai di più vent'anni fa, erano attivi nella nostra città diversi giocatori di categoria magistrale, senza contare altrettanti buoni giocatori di categorie nazionali e una pletora di amatori di forza variabile. Poi, nel volger di pochi anni, man mano che i nostri giocatori di vertice hanno cessato la loro attività agonistica o hanno smesso di frequentare il circolo, nessuna nuova generazione li ha sostituiti. Mentre in tutta Italia i Candidati Maestri, i Maestri (e non andiamo oltre) proliferano, il ventunesimo secolo, o almeno la parte più consistente e recente del ventunesimo secolo, non ha prodotto a Cesena alcun nuovo giocatore di classe magistrale.
     A Cesena esistono due circoli di scacchi. Perché ce ne siano due l'ho già spiegato anno scorso in un lungo articolo, e non intendo in questa sede tornarci sopra. Chi è interessato può trovare tale articolo su internet (qui il link all’archivio articoli). Qui mi limiterò a compiere alcune osservazioni pertinenti al discorso successivo.
     Il primo circolo, il Paul Morphy, conta un buon numero di soci e svolge diverse attività, alcune delle quali senza dubbio meritorie. Segnalerò fra tutte l'Assalto alla Rocca, unanimemente apprezzato dagli appassionati. E' aperto due sere la settimana, e offre un piacevole svago a quanti vogliono trascorrere una serata all'insegna della serenità. Si rivolge principalmente ad amatori, sebbene non sia precluso a nessuno. Ma indirizzandosi principalmente a questo circuito di persone, vuoi per scelta intenzionale, vuoi perché l'interesse dei soci verso aspetti più profondi del gioco è scarso, non è riuscito a far crescere, né a dare sostegno attivo ad alcun giocatore che poi abbia conseguito il titolo magistrale. Coloro che sono arrivati a un certo livello e vogliono proseguire oltre, si sono resi conto che quel circolo fosse troppo povero di stimoli per poterli fare progredire ulteriormente, e hanno smesso di frequentarlo. D'altronde il Paul Morphy, nell'ambito in cui opera, ha trovato un suo equilibrio su cui sostenersi egregiamente, e questo, bisogna ammetterlo, non è un risultato da poco.
     L'altro circolo, il Club Scacchi Cesena, si propone un obiettivo diverso. Senza essere precluso a nessuno, vorrebbe offrire a quanti vogliono impegnarsi più seriamente negli scacchi una piattaforma in cui trovare tornei e attività che possano contribuire a farli progredire ulteriormente. Ma va incontro a difficoltà maggiori, anche se svolge le sue per ora limitate funzioni in giorni diversi da quelli del Paul Morphy, e non è al momento in grado di garantire un'apertura fissa. Il fatto di essere un secondo circolo, una sorta di fratello minore considerato meno importante o addirittura superfluo, unito a una buona dose di disinformazione, fa sì che non sia generalmente frequentato da persone di Cesena. Unica felice eccezione, il presidente dello stesso circolo Paul Morphy, Remo Mariani, che è un frequentatore abituale dei tornei del Club Scacchi Cesena. Questo nonostante i tornei che vi si svolgono, uno per tutti come esempio il “Memorial Marco Ori” di anno scorso, siano di un livello nettamente superiore, per quello che riguarda la qualità organizzativa e più ampio e completo, per quello che riguarda la forza di gioco, a quelli del Paul Morphy. Ma coloro che partecipano a questi tornei vengono praticamente tutti da fuori. Queste difficoltà rendono il circolo ancora troppo instabile per poter garantire un sostegno (e anche possibilità di investimento di cui invece l'altro circolo dispone) a coloro che desiderano occuparsi di scacchi con maggior serietà di impegno. Comunque, visto la scarsità di mezzi a disposizione, anche il Club Scacchi Cesena ha ottenuto risultati più che onorevoli.
     Non aggiungo altro non perché non ci sia altro da aggiungere, ma perché quanto detto precedentemente costituisce solo un preambolo (necessariamente incompleto) per introdurvi con sufficiente cognizione di causa al nocciolo della questione, il nucleo del paradosso.
     A Cesena, nonostante la situazione degli scacchi sia deprimente, almeno dal punto di vista di chi vede gli scacchi da una determinata prospettiva, abbiamo due campioni italiani.
     Il primo, il giovanissimo Kirk Kacani, di origine albanese ma trapiantato a Cesena già da qualche anno, ha vinto recentemente il campionato italiano under 14.  Data la giovane età e la possibilità di giocare con una certa frequenza, non ho alcun dubbio che, qualora il suo interesse nei confronti degli scacchi rimanga costante, egli conseguirà ben presto il titolo magistrale. Cosa rappresenteranno poi gli scacchi in futuro e  quali traguardi si riprometterà di raggiungere, dipenderà da lui e dal suo talento.
     Il secondo, il giovane venticinquenne Marco Casadei, ha vinto pochissimi giorni fa il campionato italiano ipovedenti con punteggio pieno, non concedendo neppure una patta.
Gli era successo ancora due anni fa. E così, oltre a conquistare il suo quarto titolo nazionale, si è anche lui ulteriormente avvicinato verso il raggiungimento del titolo magistrale. Non ho alcun dubbio che anche lui abbia tutte le potenzialità per farcela, nonostante che il suo handicap e il fatto di studiare ingegneria aerospaziale all'Università non gli consentano di dedicare molto tempo agli scacchi. Che cosa prevarrà, nel suo futuro? Credo che pure lui si stia ponendo la stessa domanda.
     Bene, direte voi. Dove sta allora il problema? Presto Cesena avrà di nuovo i suoi Candidati Maestri. Il problema sta nel fatto che entrambi questi giocatori sono arrivati dove sono arrivati principalmente in virtù dei loro sforzi e del loro talento, e secondariamente grazie ai loro allenatori. I circoli di Cesena non hanno avuto alcun ruolo in questo. O meglio, preciso. Entrambi hanno imparato le mosse e i primi rudimenti del gioco da Patrizio di Piazza, segretario del Circolo Paul Morphy, cui va indubbiamente il merito di aver instillato in loro la passione per il gioco, e di averli seguiti con abnegazione fin dove le sue capacità glielo hanno consentito. Questo non va dimenticato. Ma, a partire da un certo momento, hanno dovuto constatare che il circolo non offrisse loro più stimoli perché non vi erano più giocatori alla loro altezza né proposte che potessero stimolarli, anche se nutrono ancora, e giustamente, nei confronti di Patrizio un senso di riconoscenza e, almeno per quanto riguarda Kirk Kacani, qualche volta partecipano alle attività promosse dal Paul Morphy.
     Quindi, per proseguire nel loro percorso di perfezionamento, Kirk Kacani, probabilmente tramite suggerimenti indiretti, è stato indirizzato dal maestro Fide e noto allenatore Claudio Negrini di Bologna, mentre Marco Casadei, già diversi anni fa, è stato indirizzato a me direttamente da Patrizio.  Se non avessero usufruito di un tale servizio, i loro progressi sarebbero stati assai più lenti. E' un vero peccato che nessuno dei due possa disporre di un luogo nella propria città dove poter usufruire di un tale servizio. Questo è ciò che il Club Scacchi Cesena si proponeva e si proporrebbe tuttora di fare, qualora riuscisse a superare tutti gli impedimenti che lo limitano.
     Ricordo ancora, quando ero giovane, le piacevoli serate trascorse ad analizzare con gli altri giocatori del mio livello le partite dei giocatori più famosi e le aperture che adottavamo, scambiandoci le idee, giocando partite di allenamento e riuscendo in tal modo a progredire insieme. Tutto questo a Cesena non esiste più.
     Quindi a Cesena ci sono due campioni italiani di scacchi, ma né Cesena né i suoi due circoli, per motivi diversi uno dall'altro, possono farsene fregio. Inoltre nessuno  dei due circoli è affiliato alla FSI. Il Paul Morphy non è interessato, il Club Scacchi Cesena non ha abbastanza soci. Kirk Kacani si tessera come giocatore FSI con Rimini, Marco Casadei con Ravenna, fino a qualche tempo fa, ed ora con l’ASCI. Cambieranno le cose in futuro? Forse soltanto quando a livello dirigenziale sarà avvenuto un necessario ricambio generazionale per portare una ventata di idee fresche. Allora forse i due circoli perverranno all'unificazione, e le risorse potranno essere distribuite in modo da promuovere maggiormente il gioco, in particolare il settore giovanile. Nella speranza che qualche giovane disposto a farlo ci sia.

 

   

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